Classica, dieci dischi da regalare a Natale

Dieci dischi da mettere sotto l’albero. Musica classica, vocale e strumentale, da regalare a Natale. Facendo un salto in un negozio di dischi, ma anche sulle piattaforme di vendita online. Musica in cd, ma anche in vinile (nonostante il prezzo delle ristampe dei vecchi 33 giri non sia proprio economicissimo) come va di moda da qualche tempo. Dieci titoli da regalare. E, perché no, da regalarsi.

1. Ludwig van Beethoven. Sinfonie. Wiener philharmoniker. Direttore Andris Nelsons. Deutsche grammophon

Manca un anno esatto, ma tutto il mondo (musicale) si sta preparando a celebrare i duecentocinquant’anni della nascita di Ludwig van Beethoven che si ricorderanno il 16 dicembre del 2020: concerti, incontri, convegni e naturalmente uscite discografiche. Come quella dell’integrale delle Nove sinfonie affidate ad Andris Nelsons alla guida dei Wiener philharmoniker – che il direttore lettone dirigerà il 1 gennaio nel tradizionale Concerto di Capodanno. Cinque cd pubblicati da Deutsche grammophon (che ha in programma uscite durante tutto il corso del prossimo anno) che vedono il direttore di Riga, classe 1978, affrontare il vasto percorso sinfonico beethoveniano, iniziato guardando al passato (una Prima ancora debitrice ad Haydn e Mozart) e concluso con un ponte gettato verso il futuro (la Nona alla quale tutti i compositori che verranno guarderanno come modello). Suono inconfondibile, quello dei Wiener, per le nove pagine del compositore di Bonn con le quali (e qui il consiglio si moltiplica) i più grandi interpreti. Leonard Bernstein le ha dirette e incise sempre con i Wiener, Daniel Barenboim (per Warner) con la Staatskapelle di Berlino.Interessante il confronto tra le integrali di Herbert von Karajan e Claudio Abbado, entrambe (sempre per l’etichetta Deutsche grammophon) con i Berliner philharmoniker. I metronomi originali di Beethoven sono il motivo di interesse dell’incisione (con Decca) diretta da Riccardo Chailly alla guida del Gewandhaus di Lipsia.

2. Ludwig van Beethoven. Sinfonia n. 9 in re minore Corale. Orchestra sinfonica e coro della Bayerischen rundfunks. Direttore Bernard Haitink. Br Klassik

Ancora Beethoven. Ancora una sinfonia, la Nona. Un disco che diventa una testimonianza storica perché è una delle ultime uscite pubbliche di Bernard Haitink. Il direttore d’orchestra olandese, che lo scorso 4 marzo ha compiuto 90 anni, ha annunciato il suo addio al podio. L’ultimo concerto a settembre, a Lucerna. Questa Nona diretta a marzo con orchestra e coro della Bayerischen Rundfunks, la Radio bavarese, diventa una pagina del lascito artistico di Haitink che, per la grande pagina corale beethoveniana, ha scelto le voci di Sally Matthews, Gerhild Romberger, Mark Padmore e Gerald Finley. Una carriera, quella del direttore olandese, durata 65 anni che culmina, idealmente, nell’Inno alla gioia di Schiller che Beethoven ha scelto per chiudere il suo lungo percorso sinfonico.

3. Richard Strauss. Salome. Royal Concertgebow orchestra. Direttore Daniele Gatti. Malyn Byström (Salome), Lance Ryan (Herodes), Doris Soffel (Herodias), Evgeny Nikitin (Jochanaan), Peter Sonn (Narraboth). Rco

Arriva in dvd la prima produzione lirica che Daniele Gatti ha diretto nel suo (veloce) passaggio al vertice del Concertgebow di Amsterdam. Salome di Richard Strauss il titolo portato in scena dal direttore d’orchestra milanese sul palco della De National opera di Amsterdam nel 2017. Sensualità e dolore, raffinatezza e primordialità convivono nella trascinante direzione di Gatti ben assecondato nella sua lettura dal cast capitanato dalla Salome di Malyn Byström (che ad aprile sarà impegnata nello stesso titolo al Teatro alla Scala di Milano). Colori e atmosfere sono quelli di un mondo in decadenza dove i valori sono accantonati. Resta scolpita nella memoria la danza dei sette veli, vero e proprio racconto di un’anima inquieta.

4. Nino Rota. The Fellini album. Filarmonica della Scala. Direttore Riccardo Chailly. Decca

Amarcord, Otto e mezzo, La dolce vita, Casanova i grandi film di Federico Fellini con le musiche di Nino Rota. Sei suite per orchestra incise da Riccardo Chailly alla guida della Filarmonica della Scala tratte dai film del regista romagnolo del quale, il prossimo 20 gennaio, si ricorderanno i cento anni della nascita. Un cd premiato di recente con il Diapason d’oro della rivista francese Diapason. Il direttore milanese, che nel libretto che accompagna il disco compare in una foto del 1974 accanto a Nino Rota, affronta le colonne sonore del musicista per quello che sono, grandi pagine di musica sinfonica e non semplice commento alle immagini. Come, d’altra parte, non lo erano nelle pellicole di Fellini che definiva rota il suo «amico magico» capace di tradurre in musica le sue visioni oniriche raccontate sul grande schermo. Magia intatta in queste pagine incise da Chailly.

5. Farinelli. Mezzosoprano Cecilia Bartoli. Il giardino armonico. Direttore Giovanni Antonini. Decca

Ogni volta che Cecilia Bartoli pubblica un nuovo album, attorno all’uscita viene costruito un evento, con tanto di interviste a tutta pagina, servizi tv, tour (ma in Italia il mezzosoprano romano, oggi di casa in Svizzera, non ha previsto, per ora tappe). Questa volta l’occasione era ancora più ghiotta dopo il clamoroso forfait per il Giulio Cesare di Handel al Teatro alla Scala: poche parole su Milano, molte, invece, su Farinelli, un cd dedicato al cantante popolarissimo nel diciottesimo secolo, il castrato per il quale tutti gli autori del tempo scrivevano arie ed opere. Una vita e una carriera, quella di Farinelli, raccontata nel nuovo disco della Bartoli affiancata dal Giardino armonico di Giovanni Antonini: sul leggio due prime registrazioni mondiali come Lusingato dalla speme di Porpora e Sì, traditor tu sei da La Merope di Brioschi. E poi Morte col fiero aspetto dal Marc’Antonio e Cleopatra di Hasse, Mancare o dio mi sento dall’Adriano in Siria di Giacomelli e Questi al cor finora ignoti da La morte d’Abel di Caldara.

6. Wien. Tenore Jonas Kaufmann. Wiener philharmoniker. Direttore Ádám Fischer. Sony classical

Lo stesso discorso fatto per Cecilia Batoli vale per Jonas Kaufmann. Anche il lancio del nuovo cd del tenore tedesco si è trasformato in un evento. Tanto più che il nuovo lavoro del cantante bavarese (che parla un italiano perfetto) si intitola Wien ed è dedicato alla capitale austriaca dove è stato lanciato. Una cartolina in musica della città (molto furba e ammiccante) raccontata attraverso le musiche di Johann Strauss, Franz Lehar e Robert Stolz. Pagine da celebri operette che Kaufmann, accompagnato dal suono inconfondibile e perfettamente viennese dei Wiener philharmoniker, restituisce con la sua voce brunita e passionale a ritmo di valzer. Musica felice e gioiosa, come la definisce il tenore bavarese, che porterà, come fanno le grandi stelle del pop e del rock, il disco dal vivo in una tournée europea. Non solo, anche una sorta di salto indietro nostalgico nella memoria sul modello – benaugurale – del Concerto di Capodanno di Vienna.

7. Hector Berlioz. Grande messe des mortes. Philharmonia orchestra. Direttore John Nelson. Erato

In attesa di un anniversario che verrà, quello di Beethoven, eccone uno che si è celebrato in questo 2019, quello dei 150 anni dalla morte di Hector Berlioz. La sua Grande messe des mortes ha inaugurato la nuova stagione dell’Accademia di Santa Cecilia con la bacchetta di Antonio Pappano. La setssa pagina è riusonata dal vivo a marzo nella cattedrale di St. Paul a Londra con la bacchetta di John Nelson, la Philharmonia orchestra e due cori, quello della Philharmonia e il London philharmonic. Organico sterminato quello voluto da Berlioz per questo monumentale Requiem dove il tradizionale testo liturgico viene scomposto e ricomposto, raccontato in musica come non te lo aspetti, pianissimi dove immagineresti suoni sconquassanti, fortissimi dove la parola sembra suggerire un ripiegamento interiore. Un Sanctus di virtuosistica poesia affidato al tenore Michael Spyres, un finale potente che riprende gran parte del primo movimento disegnando in musica un Giudizio universale degno di quello di Michelangelo

8. Wolfgang Amadeus Mozart. Pianista Takahiro Yoshikawa. Ypsilon international

Un Mozart che parla giapponese. Già sin dalla copertina del cd. È quello di Takahiro Yoshikawa, pianista nato a Nishinomiya in Giappone, appunto. Studi in patria e perfezionamento in Italia dove oggi suona regolarmente – di recente al Teatro alla Scala in buca per il balletto Petite mort di Kylian impegnato proprio con due adagi di Mozart. Mozart che il musicista ha inciso per Ypsilon International in un recital che lo vede impegnato, tra l’altro, nella Sonata n.8 in la minore, nel Rondò in re maggiore, nel Rondò in la minore e nella Sonata n.15 in fa maggiore. Titoli indicati, sul cd, in inglese e in giapponese. Per un Mozart internazionale, che varca i confini.

9. Gioachino Rossini. Questo è Rossini. Vincenzo Bellini. La ricordanza. Tenore Maxim Mironov. Pianoforte Richard Barker. Illiria production

Un album. Anzi due. Come fanno i cantanti pop e rock. I grandi interpreti che periodicamente si presentano sul mercato con un nuovo album. Il tenore russo Maxim Mironov lo fa con Gioachino Rossini e Vincenzo Bellini. Due raccolte di arie da camera che il cantante affronta con il pianista Richard Barker. In Questo è Rossini pagine celebri come Mi lagnerò tacendo e altre meno conosciute e tutte da scoprire. Così come ne La ricordanza che offre un viaggio tra le arie da camera di Bellini da Dolente immagine  a Per pietà bell’idol mio a Le souvenir che Barker suona su due pianoforti diversi, un Graf e un Pleyel. E che Mironov restituisce nel loro essere miniature, piccoli capolavori musicali che un tempo si ascoltavano suonati dal vivo in salotto, ora in auto mentre si guida o nelle cuffie mentre ci si allena correndo.

10. Christmastide. Soprano Jessey Norman. New York choral society, Amrican boychoir. Empire chamber ensemble. Direttore Robert De Cormier. Philps

Non poteva mancare un disco di Natale. Un’incisione storica, quella con le canzoni tradizionali natalizie fatta nel 1986 da Jessey Norman, il grande soprano statunitense scomparso lo scorso 30 settembre. La sua voce inconfondibile per Adeste fideles e Joy to the world, per Unto us a child is born e In the bleak mid-winter. Un crescendo di emozione che prende ogni volta che si ascolta la voce perfetta e ammaliante della Norman, ancora di più se impegnata nel restituire l’atmosfera incantata e spiritualmente commovente dei canti natalizi.